Fiilex illumina il set di Creed III

Fiilex illumina il set di Creed III

La troupe di Creed III ha sfruttato al massimo la versatilità e la precisione dei proiettori Fiilex Q8 per creare un’illuminazione straordinaria su un unico set.
Grazie a questi dispositivi, sono riusciti a girare tre scene di combattimento differenti sullo stesso ring senza dover riposizionare le luci.

 

I Fiilex Q8, montati su una struttura sopra il ring, hanno permesso al regista e al direttore della fotografia di trasformare l’atmosfera del set in modo efficace e rapido, adattandola alle esigenze narrative di ciascuna scena.

 

La foto in alto rappresenta una luce calda, simile a quella prodotta dalle lampade ai vapori di sodio, creando un’atmosfera intensa e coinvolgente.

Le foto 2 e 3 dimostrano come, con lo stesso impianto di illuminazione, si possano creare due atmosfere completamente diverse. Queste variazioni sono un’ulteriore prova della versatilità dei Fiilex Q8, che consentono di passare da un’ambientazione all’altra senza la necessità di riallestire completamente il set.

 

L’adozione dei Fiilex Q8 in Creed III rappresenta un esempio eccellente di come l’innovazione tecnologica nell’illuminazione cinematografica possa migliorare notevolmente la qualità delle riprese e l’efficienza operativa sul set.

Molpass Silent Show: l’originale creazione di Mamo Pozzoli

Molpass Silent Show: l’originale creazione di Mamo Pozzoli

Articolo di Walter Lutzu – ZioGiorgio

 

All’interno del recente MIR abbiamo avuto l’occasione di assistere ad una esperienza insolita, emozionante e di particolare effetto. Si trattava di un vero e proprio Silent Show con il pubblico armato di cuffie che in una stanza completamente buia si godeva uno show di suoni e luci magicamente orchestrato dal Lighting Designer Mamo Pozzoli con fixture Ayrton e Minuit One, comprese le recenti novità Kyalami e Dice.

 

Si è trattato di uno spettacolo sensoriale a 360° in cui lo spettatore non era limitato ad una posizione frontale, ma poteva muoversi liberamente all’interno della scena con il suono sempre nelle orecchie, circondato da una fitta matrice di effetti provenienti dalle pareti e dal soffitto.

A pochi giorni dal termine della manifestazione, abbiamo raggiunto il Lighting Designer Mamo Pozzoli e Paolo Albani di Molpass per raccogliere alcune impressioni, feedback e retroscena di questa particolare installazione. Godetevi l’intervista.

ZioGiorgio.it: bentrovato Mamo, partiamo dal concept e quindi dalla scelta della traccia fino al suo sviluppo

 

Mamo Pozzoli: inquadriamo prima il contesto: stiamo parlando di un progetto pensato nell’ambito di una fiera di settore, sostanzialmente frequentata da addetti ai lavori, all’interno di una situazione caratterizzata da un gran dispiegamento di tecnologie e da un costante bombardamento sensoriale. Come pensare a un progetto originale, attraente e diverso da una classica demo di prodotto? Un Silent Show all’interno di una blackbox ci è sembrata una grande opportunità per offrire una fruibilità alternativa e al contempo valorizzare i prodotti in modo inusuale. Da subito ho proposto a Paolo Albani una direzione progettuale molto installativa, lavorando a 360* all’interno della scatola nera cercando di valorizzarne gli aspetti immersivi. Partendo dalla considerazione che, a differenza di una visione standard frontale, questa assenza di un punto di osservazione privilegiato non dovesse essere un limite, si sono aperti scenari interessanti su come posizionare, gestire e far percepire le sorgenti luminose provenienti dai quattro lati e dal tetto, in un gioco di geometrie speculari e puntamenti a pioggia. La suggestione concettuale di una “gabbia di luce” dalle geometrie rigorose ha rappresentato il punto fermo metodologico ed è risultata trainante sia nella gestazione del disegno che nella programmazione dello show.

Questi aspetti installativi sono stati enfatizzati dall’ascolto individuale in cuffia che ha rappresentato un vero innalzamento dell’asticella creativa. La gestione della colonna sonora è stata parte integrante del progetto e mi ci sono dedicato con particolare attenzione, costruendola in assoluta simbiosi con le luci. Ho selezionato innanzitutto una rosa di brani pescati dalla mia libreria che a un ascolto istintivo potessero visualizzare gli scenari luminosi che avevo in mente. Un esperimento interessante che mi ha portato ad esempio a escludere tracce molto conosciute ma senza particolari agganci visionari. Volevo un bpm omogeneo ma anche un crescendo emotivo, strutture semplici ma con sospensioni e esplosioni, poche voci e un substrato di ritmiche incisive. Alla fine sono atterrato a 124 bpm con una selezione inedita che ho destrutturato per restituire un flusso coerente. Te la voglio descrivere proprio perché quasi nessuno ha riconosciuto i singoli artisti: dopo un brevissimo estratto strumentale di Nine Inch Nails in forma di cameo/omaggio, la prima traccia è un flusso ambient-minimal (Poppy Acroyd, remix di Omori) che mi ha permesso di svelare e sviluppare il tema della gabbia ortogonale monocromatica attraverso un beat delicato ma costante. La transizione sul secondo brano permette di entrare nel mondo “endless” (tutte le macchine presenti ne erano dotate) e far comparire i primi colori e effetti.

Il pezzo è Cought in a Cloud degli Slowdive (fra l’altro appena visti live) che grazie alla struttura micro pulsante con inserti ritmici al punto giusto -più un gran drop centrale prima della reprise- mi ha permesso anche di sviluppare l’ingresso dei prodotti Minuit Une nel modo migliore, prima da soli poi miscelati col resto, operazione assai delicata visto il carattere particolare di questo special. Per il flusso finale ho scelto una cavalcata electro (Celestica dei Crystal Castle, un duo capace di entusiasmanti live) col classico incedere sporco e stratificato tipicamente noise che mi sembrava perfetto per sviluppare altri elementi visivi (foresta verticale, sagomature, effetti rgb, zapping) e chiudere il loop con la necessaria durezza.
La traccia così mixata dura solo 8 minuti ma credo sia stata un bell’esperimento di crescendo ritmico e concettuale totalmente al servizio della luce.

ZioGiorgio.it: puoi raccontarci la scelta del posizionamento delle varie fixture?

 

Mamo Pozzoli: non ho scelto direttamente i modelli ma come succede in questi casi per valutazioni commerciali Molpass e Ayrton ci hanno messo a disposizione una dotazione predefinita di 80 pezzi in 5 diverse tipologie più 12 special laser Minuit Une, e su queste bisognava costruire il progetto, come un domino. A livello di disegno la prima considerazione è stata: in una blackbox 8×6 alta 5, per scelta senza fronti privilegiati, con strutture a vista, come fare per evitare l’effetto caos claustrofobico e dare forma organica al tutto? La successiva considerazione in realtà decisiva ai fini del concept ha riguardato l’utilizzo di macchine così differenti tra loro: due tipologie di profile performanti (Rivale, Diablo), un potente ibrido (Cobra), un piccolo e velocissimo beam (Kyalami, peraltro una novità e quindi soggetto ad attenzione particolare). Bene, la scelta è ricaduta sul forzare ogni macchina ai propri limiti ottici e provare a portarle tutte -all’occorrenza- a un trattamento unificato quasi fossero un unica tipologia, molto spesso tracciante, a volte grafica, a volte flood. Può sembrare una forzatura ma in realtà esplorare un territorio di confine di un prodotto, uscire dalla confort zone delle specifiche tecniche, apre possibilità creative interessanti. Ad esempio ho spinto i profile verso l’ultra-narrow o i beam sul flare, oppure per poter esasperare il range di colori pastello o l’uso a blocchi saturi monocromatici ho dovuto prima uniformare al massimo il bianco generato da sorgenti di qualità differente. Già difficile su un palco, figurarsi in una piccola stanza, ma è stato un passo necessario per garantire unità visiva.

Riguardo la disposizione spaziale, non ho fatto altro che applicare l’approccio che adotto da tempo sui palchi: rigore concettuale, linee guida prospettiche, grandi blocchi mono tipologici, matrici con criteri matematici. Dico sempre che un disegno riuscito si capisce immediatamente dalla prima accensione in home: se già così si genera un look convincente, difficile sbagliare il resto. Qui il concetto è stato esasperato: la gabbia doveva nascere con un default geometrico di puntamenti nativi e con intrecci ortogonali che non andassero a impallarsi vicendevolmente. Quindi ho lavorato su sfalsamenti di posizionamento per garantire il massimo passaggio ai fasci di luce orizzontali, mentre ho trovato bellissima e fortemente installativa la foresta volumetrica di raggi verticali, molto materici così a pioggia tra le persone, poiché si potevano toccare e attraversare. Come espediente per dare più aria a questo look e più visibilità al prodotto, ho anche ribassato di un metro la matrice dei kyalami sul tetto, disponendoli in una configurazione apparentemente random tramite un piccolo groviglio di tubi verticali.

ZioGiorgio.it: la tendenza è sempre più verso la sorgente laser, cosa ne pensi?

 

Mamo Pozzoli: la considero appunto una tendenza, e come tale suscettibile ancora di valutazioni soggettive perché continuamente in miglioramento. Al momento credo rappresenti una buona possibilità da sfruttare selettivamente nel momento in cui si cerca grande potenza nella compattezza e grande collimazione nei colori saturi. Di contro, proprio per le caratteristiche fisiche dei sistemi ottici in questione, alcune finezze non si possono chiedere ancora a queste macchine. Ciononostante il piccolo Kyalami si è rivelato eccezionalmente ben concepito e performante e credo diventerà un must.

ZioGiorgio.it: una fase di programmazione ed esecuzione in collaborazione con un team di di alto livello! Vuoi raccontarci ruoli e workflow prima e durante il MIR?

 

Mamo Pozzoli: innanzitutto questo progetto nasce da un’idea di Paolo Albani, la cui professionalità e entusiasmo, unita alla competenza dello staff tecnico MOLPASS in particolare di Giacomo Gibertoni, è stata di grande supporto. Io ho sviluppato il concept con grande libertà creativa, costruendo il progetto seguendo le linee guida definite insieme ma arrivando a proporre una stesura dello show molto più articolata del previsto proprio perché lo volevo emotivamente trainato dalla silent tracklist. La peculiarità di questa forma di fruizione sonora così individuale, ma allo stesso tempo visivamente condivisa fianco a fianco col tuo vicino, ha giustificato le scelte spesso inusuali della programmazione luci vera e propria. La cuelist finale in realtà l’ho strutturata molto lineare, solo una quarantina di markers scanditi sempre e solo dalla metrica regolare dei bpm, a misure regolari senza special o fill vari, dritta come piace a me. E’ stata una scelta voluta per garantire un flow dritto e dinamicamente crescente, a differenza di una classica demo di prodotto che deve basarsi sugli spezzettamenti dei look.

Qui invece sono state le transizioni la vera chiave di svolta: volevo un flusso costante con tutte le macchine sempre attive, quindi la scommessa è stata articolare il breakdown sonoro attraverso i passaggi di stato delle varie macchine.

Alcuni look, tipo quelli della prima parte che svelavano la gabbia ortogonale, sembrano elementari ma nascondono insidie di cambi colore o gobos camuffati attraverso trick di sfuocature, zoom e preparazioni nascoste nelle pulsazioni di dimmer. Altre scene più complesse perché basate su dinamiche veloci in realtà sono state gestite col nostro usuale armamentario live, non senza difficoltà appunto data la scelta di non interrompere mai il flusso luminoso. La programmazione è stata effettuata su Ma3 da Angelo Dinella, che collaborando con me ormai da anni conosce perfettamente i miei “avvitamenti concettuali” che si traducono in richieste spesso sfidanti. Però sono anche in qualche modo la mia firma e ad entrambi piace tenere il livello sempre il più alto possibile. Per lo sviluppo architettonico del progetto e del modello 3d ho coinvolto come supporto Alberto Negri, con cui condivido non solo l’approccio metodologico ma anche la visione artistica della luce. Alberto e Angelo sono stati decisivi nel finalizzare concretamente il progetto anche onsite. Si, un bel team di specialisti e un bel mese di lavoro, diverso dal solito nelle intenzioni e spero nei risultati!

ZioGiorgio.it: Paolo, un modo originale per marcare la propria presenza al MIR…

 

Paolo Albani: quest’anno volevamo fare qualcosa di speciale, anche per celebrare un 2023 incredibilmente positivo, che di fatto ha confermato un ulteriore step di crescita di Molpass. Ayrton ci metteva a disposizione una buona quantità di fari ma purtroppo al MIR non è possibile fare musica all’interno della parte espositiva, e uno spettacolo in stile Francoforte era impossibile da presentare. Da qui, studiando bene il regolamento della fiera, nasce l’idea della musica in cuffia. Una ulteriore sfida era data dalla luce proveniente dall’esterno, essendo noi posizionati di fronte alle piscine che non sono mai oscurate, e da qui l’idea della black box.
Serviva qualcuno che dalla black box tirasse fuori qualcosa di speciale e quindi, conoscendo e apprezzando da sempre lo stile di Mamo, con il quale avevamo in progetto di voler far qualcosa insieme per il MIR legato al brand Minuite Une (Mamo è stato tra i primi in Italia ad aver usato Photon per un evento privato), abbiamo deciso di coinvolgerlo.

Mamo mi propone da subito lo spettacolo a 360°, e trova facilmente la porta aperta, primo perché sono un fan di quasi tutto ciò che è fuori dall’ordinario, poi perché nella mia mente questa idea era inconsciamente già passata ma non pensavo potesse essere percorribile. Conosco Mamo da tantissimi anni, personalmente siamo sempre andati d’accordo ma è la prima esperienza insieme su un progetto, e devo dire che ho scoperto quella cura nei dettagli con la quale mi ritrovo a pieno, e da subito mi son sentito in buone mani.

Ayrton Illumina l’Eurovision Song Contest 2024 con uno spettacolo di luci straordinario

Ayrton Illumina l'Eurovision Song Contest 2024 con uno spettacolo di luci straordinario

Per mettere in scena una trasmissione in diretta di questa portata – considerata la più grande diretta del mondo – è necessario un enorme lavoro di squadra e cooperazione per un lungo periodo di tempo.

“Poiché questa era la terza volta che la Svezia ospitava l’Eurovision Song Contest in dieci anni, ci siamo posti la sfida di realizzare qualcosa di nuovo e coraggioso, sfidando il concetto tradizionale dell’Eurovision e introducendo una sensazione di tour ‘concertistico’ su larga scala nel familiare contesto degli ‘studio show’, ” spiega il progettista luci Fredrik Stormby.

I lighting designers di questo grandioso evento sono stati Mike Smith e Michael Straun che hanno sviluppato un palco privo di elementi scenici o forme tradizionali, basato su una disposizione a tutto tondo e utilizzando luci e video per dare forma al palco. Sopra di esso, una struttura altamente dinamica su quasi 200 sollevatori automatizzati trasportava oltre 200 tonnellate di attrezzature.

“La maggior parte del design dell’illuminazione doveva concentrarsi su linee forti di proiettori – senza troppe varietà – ma utilizzate in modo denso per creare impatti visivi molto forti”, spiega Stormby. “Abbiamo quindi potuto usare molte combinazioni di queste linee forti di luci e molte posizioni automatizzate del rig per creare una tavolozza molto interessante.”

 

Elementi chiave del design di Stormby, basato esclusivamente su LED e laser,  sono stati i 384 nuovi Ayrton Rivale Profile e 146 Kyalami appena usciti, insieme a 32 Huracán Wash, forniti da Creative Technology Group.

Venti “pod” automatizzati, ciascuno contenente Rivale Profile in una configurazione 3×3, costituivano la caratteristica principale del design dell’illuminazione e consentivano un numero quasi infinito di posizioni estetiche e pratiche. Altri Rivale Profile sono stati montati sulle truss del pubblico, sopra il palco e intorno agli spalti. “Cercavo un apparecchio LED multiuso con otturatori e buoni colori che fosse conveniente in grandi quantità. Volevo anche una buona qualità della luce, uno zoom stretto, gobos, lame sagomatrici e tutto il resto tradizionale”, afferma Stormby.

 

“Inoltre, dovevamo stare attenti al peso dato che sopra al palco c’era così tanto appeso. Avevo visto i Rivale a Parigi, appena usciti dalla fase di sviluppo. Hanno soddisfatto tutte le caratteristiche che desideravo e sono arrivati in un pacchetto compatto e leggero, perfetto per ciò che volevamo ottenere con questo rig di illuminazione mobile”.

 

Trentadue Huracán Wash sono stati montati davanti alla platea e sulle truss del pubblico: “Volevo uno strumento wash con otturatori che potessi usare per l’illuminazione del pubblico ma che potessi anche schermare dalle sezioni delle gradinate per evitare dispersioni. Ho pensato che Huracán Wash fosse una buona scelta perché avevo intenzione di usare gobos morbidi – cosa che alla fine non ho fatto – ma era una delle caratteristiche che mi aveva attratto. Si è rivelato una bella luce wash, potente e tradizionale con alcune caratteristiche extra che erano esattamente ciò che cercavo”.

Cercando un apparecchio per delineare il design del palco in tutte le dimensioni, Stormby ha scelto il nuovo Kyalami a sorgente laser di Ayrton. Li ha montati su sollevatori Wahlberg intorno ai bordi del palco dove potevano essere alzati e abbassati per definire la forma del palco come richiesto. Altri Kyalami sono stati montati in una lunga linea verticale in ciascuna delle due torri alte 18m che affiancavano lo schermo video principale. Altri ancora sono stati montati “nella più grande truss del mondo!”- una truss lunga 32 metri che pendeva davanti allo schermo video principale, completando un effetto “porta da calcio” con le torri laterali. I Kyalami sulla truss e sulle torri potevano formare una scatola di luce per inquadrare lo schermo posteriore. Potevamo anche abbassare la truss massiccia fino al livello del palco così da poter agire come apparecchi da terra o sollevarla molto in alto per aprirsi in effetti molto ampi, e in molte altre modalità intermedie,” afferma Stormby.

 

Kyalami era quasi alla fine del suo sviluppo quando mi è stato mostrato, ma era chiaro che si trattasse di un’unità compatta con un fascio luminoso potente che avremmo potuto utilizzare efficacemente per attraversare tutto quel materiale video! Mi è piaciuta molto la velocità degli effetti ottici di Kyalami. È questo il punto di forza di questo proiettore: è piccolo e veloce, e il prisma e il frost possono essere inseriti e disinseriti molto rapidamente – si possono creare molti effetti diversi con quello”.

Il risultato finale è stato un design sufficientemente flessibile da consentire la creazione di look unici per ciascuna delle 37 esibizioni dei paesi partecipanti, con meno di un minuto di tempo di transizione tra ogni canzone.

“Sono stato davvero contento del risultato finale. Sono state 10 settimane di produzione folle, ma sono orgoglioso del risultato. Mi piace il fatto che Rivale e Kyalami, in particolare, siano proiettori così piccoli, ma che ci permettano comunque di realizzare uno spettacolo di queste dimensioni. È davvero fantastico”.

 

“Abbiamo avuto oltre 384 Rivale Profile sul posto e pochissimi problemi – si è rivelata una piattaforma davvero stabile. Anche gli Huracan Wash si sono dimostrati affidabili e sono stati tra i pochi apparecchi con cui non abbiamo avuto problemi. L’Eurovision è un progetto ad alto ritmo con sfide uniche, e avere accesso diretto al team tecnico di Ayrton sul posto ha fatto una grande differenza. Sono così appassionati e dedicati nel fornire una comunicazione e un supporto eccezionali” commenta Emil Højmark, responsabile dell’illuminazione per la Svezia di CT Group.

“Ci è voluto un incredibile sforzo collaborativo per riunire così tanti prodotti in un unico posto e assicurarci che tutto funzionasse senza intoppi e in tempo”, afferma Michael Althaus, Global Sales Director di Ayrton.

L’Eurovision Song Contest 2025 si è svolto nella Malmö Arena, in Svezia, di fronte al vasto pubblico dell’arena e a oltre 160 milioni di telespettatori nelle tre trasmissioni in diretta. “Sono stati”, come afferma Eva Beckman, Direttore del Programma SVT, “tre spettacoli magici, pieni di creatività, temperamento, umorismo e professionalità. E una produzione televisiva più bella non l’ho mai vista. Non ho nemmeno osato battere ciglio per paura di perdermi anche un solo dettaglio”.

Foto: © Ralph Larmann

IVL Dice trasforma il tour di Cosmo in un’esperienza immersiva

© Roberta Paolucci

IVL Dice trasforma il tour di Cosmo in un’esperienza immersiva

© Giorgio Perottino

Dopo una serie di concerti sold-out che hanno conquistato Firenze, Torino, Napoli, Roma e Bologna, Cosmo ha travolto Milano per due serate consecutive con la sua energia travolgente e la sua musica. Un vero e proprio vortice di emozioni che ha coinvolto il pubblico in un’esperienza liberatoria, dove la musica è stata la protagonista indiscussa, creando una connessione speciale tra artista e fan.

 

Il cantautore di Ivrea, accompagnato dalla sua band di quattro elementi, ha dato vita a uno spettacolo elettrizzante che ha fatto ballare il pubblico senza sosta. I brani del suo nuovo album “Sulle ali del cavallo bianco”, uscito lo scorso 15 marzo per Columbia Records, hanno risuonato con forza sul palco, conquistando il cuore degli spettatori.

 

Ad illuminare questo grande evento il lighting designer Francesco Adinolfi che ha optato per 3 dei travolgenti IVL Dice di Minuite Une, forniti da Top Service.

“Ho scelto Minuit Une perché rappresenta un vero e proprio trampolino di lancio per la creatività. Seguivo con interesse i loro prodotti da tempo e ne sono sempre rimasto affascinato. Quando si è presentata l’occasione giusta, ho proposto questa nuova realtà all’artista e anche lui ne è stato entusiasta. La mia scelta è ricaduta inizialmente sugli IVL Photon, successivamente, ho proposto anche gli IVL Dice, che si sono rivelati la scelta ideale per questo tipo di progetto” ha affermato il LD.

 

Durante lo show, gli IVL Dice sono stati utilizzati sia da soli che in combinazione con altre luci, due di essi sono stati posizionati sotto le ali del cavallo, elemento centrale della scenografia, e uno sotto il desk centrale dell’artista.

“La scelta degli IVL Dice è nata dalla volontà di utilizzare un corpo illuminante in grado di stupire e coinvolgere sia il pubblico che l’artista stesso.

© Federica Signori
© Claudio Caprai

Ci sono stati momenti particolari dove gli IVL Dice hanno fatto da padroni, perché sono riuscito a riprodurre, grazie agli effetti e alle possibilità offerte dal prodotto, passo dopo passo, le emozioni raccontate dall’artista attraverso la musica e le parole.

 

Sono riuscito a moltiplicare i fasci avvolgendo il palco in una fitta rete di luce che racchiudeva in sé un’emozione precisa. L’esperienza con gli IVL Dice è stata così entusiasmante che sicuramente voglio usarli nuovamente in progetti futuri.

 

La programmazione degli IVL Dice si è rivelata davvero facile ed intuitiva. Questo prodotto rappresenta un vero e proprio stimolo per la creatività del light designer, è un prodotto fantastico per bellezza, peso ed efficienza. Non posso che esprimere la mia massima soddisfazione per l’affidabilità dimostrata dagli IVL Dice durante il tour. Esteticamente vince sicuramente IVL Photon ma le dimensioni, il peso e la forma fanno di IVL Dice un apparecchio vincente.”

 

 

 

 

Tour “Sulle ali del cavallo bianco” – DNA concerti
Service: Top Service
Lighting Designer: Francesco Adinolfi

AYRTON LANCIA IL NUOVO KYALAMI

KYALAMI

curve light

Ayrton è entusiasta di annunciare il lancio ufficiale di Kyalami, il suo primo proiettore a sorgente laser con certificazione IP65 della serie Creative Solution.

 

Il Kyalami trae ispirazione dal rivoluzionario e pluripremiato MagicDot, lanciato nel 2015. Con migliaia di unità vendute nei primi mesi dal lancio, MagicDot continua a stimolare la creatività dei designer. Dopo nove anni, Ayrton ha introdotto Kyalami.

Progettato anche per applicazioni grafiche in proiezione, Kyalami è un proiettore ultra-compatto che offre straordinarie capacità creative. Le sue prestazioni elevate derivano dalla miniaturizzazione avanzata dei componenti e da un design unico che consente l’installazione ravvicinata di più unità.

 

Il proiettore, con un diametro di soli 265 mm, integra un modulo laser da 100 W, un sistema di raffreddamento avanzato e un’ottica di precisione. La lente frontale da 126 mm, perfettamente allineata con la sfera, conferisce a Kyalami una forma distintiva unica.

 

Il dispositivo eccelle nella definizione del fascio luminoso, con un contrasto nativo senza precedenti per una sorgente digitale. Il sistema ottico brevettato a tre lenti genera un fascio di 1° estremamente intenso, con un’ampia gamma di messa a fuoco che permette di adattare la forma del fascio alla distanza operativa.

Kyalami raggiunge un flusso luminoso record di 400.000 lux a 10 metri, grazie a una sorgente laser di ultima generazione, calibrata per riprodurre un punto bianco D65 ideale per una resa cromatica impeccabile. Il sistema colore avanzato comprende una miscelazione progressiva CMY ad alta definizione e una ruota colori multi-posizione con 5 filtri correttivi e 17 filtri di colore aggiuntivi.

 

Kyalami offre capacità grafiche impareggiabili, con 29 gobos metallici fissi. Questi gobos sono combinabili con due prismi rotanti indipendenti, creando una vasta gamma di effetti luminosi volumetrici. La gamma di strumenti grafici è completata da 2 filtri frost light e heavy.

 

Kyalami adotta un design minimalista che migliora l’impermeabilizzazione e il movimento pan e tilt continuo, aumentando le possibilità di generare effetti complessi. Con dimensioni di 265 x 430 x 265 mm (l x h x p) e un peso di 14,5 kg,

Kyalami è un proiettore innovativo, elegante, originale, leggero e rapido, progettato per distinguersi nel panorama dei proiettori e capace di suscitare intense emozioni visive.

Molpass al MIR: Un viaggio sensoriale tra luci e suoni

Molpass al MIR: Un viaggio sensoriale tra luci e suoni

Al MIR abbiamo avuto il piacere di portarti in un indimenticabile viaggio sensoriale con il nostro silent show! Attraverso una combinazione unica di luci e musica in cuffia, abbiamo trasportato il pubblico in un’altra dimensione con uno spettacolo immersivo che ha affascinato i numerosi professionisti del settore.

 

In collaborazione con Mamo Pozzoli e il suo team, abbiamo realizzato una perfetta fusione di tecnologia, design e creatività, dando vita ad un’esperienza insolita per una fiera di settore.

 

Vuoi rivivere appieno le emozioni del nostro silent show?

Guarda il video completo su un monitor grande e musica in cuffia!

Rivale Profile illumina il tour 2024 di Gazzelle “Dentro per sempre” nei Palasport

Rivale Profile illumina il tour 2024 di Gazzelle “Dentro per sempre” nei Palasport

Dopo la partecipazione a Sanremo 2024, il cantautore romano Gazzelle, esponenti dell’indie pop italiano, è partito per il tour “Dentro per sempre”, con un totale di 12 date in tutta Italia.

Per il design dell’illuminazione, il lighting designer Andrea Arlotti ha scelto proprio l’innovativo e potente Rivale Profile, l’apparecchio più versatile della gamma Ayrton, dotato di rotazione continua del movimento pan e tilt.

“Ho scelto Ayrton perché è il top di gamma dell’attrezzatura fornita da Mister X, avevo già usato in precedenza sia i Cobra che i Domino e mi era trovato benissimo. Ho posizionato i Rivale nelle truss appese e li ho usati prevalentemente per effettistiche luci durante i brani, hanno una alta definizione e ottima luminosità del fascio di luce.

Il concept riprende quello dello stadio Olimpico di Roma del 2023 riadattato per il palasport. Un concept semplice ma molto diretto.

Grandi schermi, truss lineari, per trasmettere in modo diretto le emozioni di ogni brano.”

Il team tecnico e il lighting designer sono rimasti estremamente soddisfatti delle prestazioni complessive e della versatilità dei Rivale Profile.

“Le unità Ayrton sono emerse soprattutto nei brani più emotivi, dove con i colori o con i gobos si creano delle bellissime scenografie di luce. Sono degli ottimi proiettori, che fanno la differenza rispetto ad altri per la loro efficienza di colore e potenza luminosa.

Esteticamente è molto elegante e non invasivo. Come primo utilizzo mi è piaciuto molto” racconta il LD Arlotti.

“E’ la prima volta che uso Rivale Profile e devo ancora approfondire l’utilizzo di alcuni parametri come, ad esempio, il prisma che purtroppo non avuto occasione di utilizzare in questo tour, sicuramente sceglierò questo prodotto anche per i prossimi.

Service: Mister X

Lighting Designer: Andrea Arlotti

Foto: ©Matteo Moro

Ayrton Cobra illumina il Forum D’Assago per i The Kolors

Ayrton Cobra illumina il Forum D’Assago per i The Kolors

Il 3 marzo la band italiana pop-rock The Kolors ha regalato uno spettacolo indimenticabile al Forum d’Assago di Milano prima di annunciare il loro nuovo tour internazionale che toccherà, oltre all’Italia, Paesi come Svizzera, Polonia, Germania, Lituania, Slovenia, e Belgio.

Il disegno luci del concerto-evento è stato disegnato dallo “show designer delle popstar italiane” Francesco De cave che ha scelto per questo evento 120 Ayrton Cobra, forniti dal service italiano Agorà.

Cobra è dotato di un contrasto nativo mai raggiunto prima da una sorgente di luce digitale, un incredibile angolo del fascio di 0,6° e una gamma estrema di messa a fuoco che consente di regolare la forma del raggio in base all’operazione distanza XT-Focus™.

“Ho già usato Ayrton per molti tour e programmi: Eurus, Domino, Perseo, Cobra ecc…

Questa volta ho scelto Cobra come special del design luci proprio per la sua doppio valenza come beam e spot. Il concept del progetto partiva da un disegno circolare che avvolgeva interamente la band, un abbraccio di luce che si adattava perfettamente al genere musicale della band, musica elettronica ma con tocco anni ‘80.

L’elemento principale della scenografia era una mirror ball da cui emergeva la band. Lì ho concentrato una settantina di Cobra in maniera circolare per creare un abbraccio di luce che si sposasse perfettamente con la musica e l’energia del concerto” afferma il LD De Cave.

Gli effetti luminosi prodotti hanno amplificato l’impatto emotivo dello spettacolo.

“La funzione beam mi ha permesso di creare questo effetto a raggiera avvolgente mentre lo spot ha garantito un’emissione luminosa potente che valorizzava la presenza scenica della band e che mi ha permesso di utilizzare i cobra durante tutto il concerto.

I Cobra di Ayrton offrono molte possibilità, soprattutto per la loro velocità di movimento e la capacità di zoom. Li avevo già utilizzati in precedenza durante il tour di Laura Pausini, e grazie al loro zoom ero riuscito a ricreare l’effetto di un applauso della folla stringendo ed allargando il campo a tempo.”

La scelta di Ayrton si è rivelata vincente, confermando la versatilità e le elevate prestazioni di questi proiettori.

Service: Agora
Lighting Designer: Francesco De Cave
Instagram: @francescodecave
Sito web: www.francescodecave.it
Foto: ©elenadivincenzo

MIR 2024: Vivi l’emozione del Molpass Silent Show con Ayrton e Minuit une

MIR 2024: Vivi l'emozione del Molpass Silent Show con Ayrton e Minuit Une!

Vieni a trovarci al nostro stand 080 | Padiglione A3 alla fiera MIR Tech e preparati a vivere un’esperienza fuori dal comune!

 

Oltre all’area espositiva con tutti i nostri marchi e una zona dedicata all’ingegneria scenica, abbiamo allestito una vera e propria black box per mostrarti i nostri prodotti in modo immersivo e coinvolgente.

 

Ogni 30 minuti potrai assistere a uno spettacolo tridimensionale con musica in cuffia: una pausa dal caos fieristico all’insegna della creatività e della tecnologia.

 

I protagonisti di questo Silent Show saranno i prodotti più rappresentativi di Ayrton e Minuite Une, compreso i nuovissimi Kyalami e IVL Dice.

 

Non perderti questa occasione per scoprire con noi le ultime innovazioni tecnologiche per l’illuminazione professionale!

 

 

Ti aspettiamo al nostro stand!

Iscriviti alla newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle ultime novità.

Richiedi informazioni

Contattaci senza impegno, il nostro staff ti contatterà il prima possibile.

    Ho preso visione dell'informativa sulla privacy